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Progetto “Scommetti su te stesso”

Pubblicato 7 agosto 2012

UN TITOLO UN PROGRAMMA
Il progetto della Regione Veneto sul gioco d’azzardo “Scommetti su te stesso” affidato alla Comunità S. Francesco riconosce e valorizza le risorse di ogni persona nei confronti del proprio benessere spirituale e sociale nella promozione e protezione di una salute comunitaria (il territorio) sul fronte di tutte le dipendenze, tra le quali spicca in questi ultimi anni, quella del gioco d’azzardo in tutte le sue accezioni.

Sicuramente non è sufficiente un piccolo progetto biennale per debellare i tristi effetti che sta producendo tale fenomeno (Avvenire conosce bene i dati!), indotto e alimentato dalla pubblicità di Stato e da interessi molto precisi e determinati che richiedono ben altri oppositori (ad iniziare dalla tutela dei minori).

Tuttavia le comunità (ecclesiali, civili) non possono non farsi “competenti” sulla questione e reclamare per se il diritto dovere di aprire gli occhi sui problemi personali e famigliari (soprattutto in tempi di crisi!) indotti dal gioco (come da altre dipendenze, dato che spesso queste si incrociano moltiplicando gli effetti disastrosi), e promuovere, proprio nei territori, una prevenzione a tutti i livelli: primaria (sulla cultura del guadagno facile e del rischio svincolato da un impegno per gli altri); secondaria (percepire i sintomi che si evidenziano (quanti luoghi pubblici incentivano al gioco, quanto si gioca on-line, quanta sofferenza sottaciuta emerge dalle famiglie, ecc.); terziaria (intervenire con la medicina di base, con i Servizi territoriali come i Sert, in un lavoro convinto e appassionato di rete). Una rete territoriale di “sguardi” e di “azioni” a protezione soprattutto dei più deboli. Sicuramente in questo ha grande rilievo la cittadinanza attiva della stessa comunità, nel momento in cui capisce che i problemi come il gioco o come l’alcol o la droga non riguardano più le cosiddette “mele marce” come una volta, ma abitano la porta accanto, interessano potenzialmente tutta la comunità.

LA COMUNITA’ SAN FRANCESCO NELLA RETE DELLA SALUTE TERRITORIALE
La Comunità S. Francesco, guidata da Padre Luciano Massarotto e altri quattro francescani conventuali, vive e opera da trentadue anni nella Bassa Padovana con una esperienza “fatta sul campo” e in collaborazione sempre più marcata con i Servizi territoriali per le problematiche correlate alle droghe che nel tempo sono andati strutturandosi e perfezionando.

E’ da questa cooperazione, e nella inevitabile dialettica che la caratterizza, che sono nati nel tempo dei progetti obiettivo che hanno dato assai buoni risultati, come il progetto madre-bambino che permette alle donne tossicodipendenti in attesa di un figlio (o sole con un figlio) di poter portare a termine la maternità e i primi tempi (anche anni) successivi, in luogo protetto a beneficio dei bambini e a riscatto delle madri.

Progetti come questo, hanno potuto essere portati avanti proprio per la sinergia tra pubblico e privato, in cui le specifiche e peculiari caratteristiche di ognuno (professionalità, specializzazioni, calda accoglienza, condivisione) possono contribuire molto efficacemente ad un risultato. Anche il Progetto “Scommetti su te stesso” decolla con queste premesse di collaborazione-integrazione tra Comunità S. Francesco e SerD dell’Ulss 17 di Monselice (Regione Veneto).

La Comunità S. Francesco affiancherà l’operato fin qui svolto dall’ente pubblico con alcune specifiche azioni che vanno dalla prossima attivazione di un numero verde, al coinvolgimento dei giovani delle scuole per elaborare con loro stessi strategie di promozione – prevenzione, da un confronto con i medici di base e gli educatori (anche pastorali) del territorio fino alla sperimentazione di brevi periodi di residenza in comunità terapeutica per persone che “fanno maggiore fatica” a staccarsi dalla compulsione al gioco.

Non potrà mancare il coinvolgimento di gestori di locali pubblici che sono sensibili alla pericolosità del gioco d’azzardo e che accettano di “liberare” il loro locale da strumenti di gioco.

PROGETTO COME LABORATORIO
La Comunità S. Francesco affronta questo nuovo impegno (non tanto nuovo del resto, dato che spesso le persone con problemi di alcol e di droga sono anche coinvolti nel gioco compulsivo di suo!) come un ulteriore impegno a costruire con tutti la rete del benessere comunitario, fatto di attenzione e di cura reciproca, mirando non tanto a “spiantare le droghe o il gioco” (cosa del resto impossibile), quanto a far crescere la possibilità di scegliere secondo un più informato esercizio della libertà e a far sorgere la consapevolezza che non esistono usi di sostanze o tentativi ludici “responsabili”, ma che ogni azione in questo senso è semplicemente un “rischio” (grave) per se e per le persone a cui si vuol bene. E’ possibile immaginare sistemi (personali, famigliari, comunitari) che diventano progressivamente “liberi” da alienazioni prodotte da comportamenti devianti? E’ possibile una prevenzione che equivalga ad un “mettersi d’accordo” su stili vita che permettono una vita fisica spirituale e sociale sana e che siano degni di pubblica stima ? E farlo senza violenza ideologica e proibizionistica?

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